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In occasione dell'uscita del primo numero del trimestrale L’Eco del Nulla, edito da Diogene Multimedia insieme allo storico Diogene Magazine, abbiamo intervistato il direttore Andrea Caciagli.

Perché e come nasce la rivista? 
All’origine della rivista c’è un giornale scolastico fondato da un gruppo di studenti del Liceo Classico Cicognini di Prato (liceo dove hanno studiato D’Annunzio e Malaparte, ndr) ormai sei anni fa. All’interno di quel giornale è cresciuta gran parte della redazione de L’Eco del Nulla, che scrive e pubblica oggi con gli stessi intenti. Stimolare l’interesse in una società e soprattutto in una generazione, la nostra, nata a cavallo tra gli Ottanta e i Novanta (tutti gli autori, gli illustratori e i fotografi della rivista sono sotto i trent’anni), che sta perdendo contatto con le proprie radici culturali. Si guarda al presente come a un luogo che non ci appartiene, che troppo spesso ci costringe a trovare un futuro lontano dall’Italia. Proprio l’interesse e lo stimolo nella e della cultura – e cultura è tutto ciò che incoraggia il pensiero e la riflessione – può aiutarci a fare questo luogo di nuovo nostro. L’Eco del Nulla nasce e si nutre della volontà di riflettere sul presente alla luce del passato, perché possiamo essere noi a creare il nostro futuro.

Qual è il campo teorico in cui si muove e come affronta i vari argomenti proposti?
Il nostro è un approccio ampio al terreno della cultura. I campi d’interesse e le sezioni – politica interna ed estera, letteratura, storia, filosofia, cinema, arte – si legano l’un l’altra a seconda del tema, mutando la struttura della rivista di numero in numero. Nella prima uscita Nuovi inizi, in cui si indaga il concetto di ‘nuovo’, il cinema si lega ad esempio con la filosofia: di seguito all’intervista al grande regista britannico Peter Greenaway si parla del suo film I morti della Senna, girato per il bicentenario della Rivoluzione francese, e subito dopo si entra nella filosofia di Hegel con Ragione e Rivoluzione, che legge i moti francesi con gli occhi del filosofo tedesco riflettendo sulla figura di Napoleone. Partendo dalla convinzione che la vera cultura scaturisca dalla contaminazione dei saperi, ogni numero avrà un tema proprio – il secondo sarà Distanze e scaverà nel rapporto tra religioni, in particolare tra Cristianesimo e Islam, nel concetto di ‘viaggio’ e si addentrerà nella fantascienza letteraria e cinematografica – che verrà affrontato sia con approfondimenti originali che con brevi storie, aneddoti e curiosità della vita culturale presente e passata.

Da dove provengono i contributi?
La vera forza della rivista è l’eterogeneità della redazione. Anche se il nucleo fondante è di studenti del Liceo Cicognini, i nostri autori vengono da tutta Italia – Prato, Firenze, Roma, Trieste, Palermo – e nessuno di loro scrive per mestiere. C’è chi studia arte, lettere, filosofia, storia ma anche economia e scienze politiche, c’è chi lavora nel cinema e chi nell’editoria. Ognuno segue la propria strada e scrive con entusiasmo e competenza, con la coscienza del fatto che lo spessore e la qualità di una rivista stanno nella consapevolezza di ciò che si scrive e nella passione che ci si mette nel farlo. In più, a rendere L’Eco del Nulla ancora più prezioso, c’è il grande contributo dei nostri fotografi e illustratori – tutti under 30 e al lavoro dall’Italia all’Inghilterra alla Spagna – a dimostrazione che le penne, siano fatte per scrivere o per disegnare, e gli obbiettivi delle nuove generazioni sono in continuo movimento, spinti dalla voglia di trovare nuovi spunti e condividere il proprio originale sguardo sul mondo.

La rivista ha una particolarità interessante: è leggibile da entrambi i lati. Come mai questa scelta?
In una società dominata dal concetto di ‘utilità’ la cultura viene spesso declassata a esercizio inutile, ad un nulla. Noi crediamo in questo nulla e vogliamo dargli lo spazio per parlare. Da qui il titolo del nostro trimestrale, che si riflette nella sua struttura. Un’eco che ha molte voci e due facce, in modo che da qualunque punto la si prenda la rivista possa dare spunti diversi al lettore, proprio come il mondo, guardato da un’altra angolazione, può rivelarsi in sfumature sempre nuove.

Per chi è pensata la rivista?
L’Eco del Nulla è rivolta principalmente ad un pubblico di studenti, liceali o universitari, ma non si limita alle giovani generazioni. La rivista punta a spronare la curiosità e l’interesse di chiunque abbia voglia di investigare il presente e il passato, nel viaggio continuo che è l’esercizio del pensiero. Non c’è perciò un limite d’età, non c’è vincolo anagrafico; per i nostri lettori, che si parli di politica o di cinema, di letteratura o di storia, di filosofia o di arte, il vero motore, ciò che li unirà, sarà la voglia di sapere. Peter Greenaway, nel rispondere a una delle domande della nostra intervista, ha dato una definizione del suo cinema che rispecchia perfettamente l’idea della nostra rivista: «La mia carriera cinematografica è stata sempre molto improntata alla ricerca. Non posso affermare di aver trovato, ma mi piacerebbe immaginare che mostrandoti i miei film tu possa venire a cercare con me». Tutto quello che chiediamo ai nostri lettori è di intraprendere con noi questo viaggio.

Intervista a cura di Serena Lietti
19/11/2014

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