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In occasione del convegno che si terrà a Venezia il 19 e 20 ottobre 2015, dal titolo Il diritto alla filosofia. Quale filosofia nel terzo millennio?, abbiamo intervistato Laura Candiotto e Livio Rossetti, membri del comitato scientifico.

Partiamo con una domanda basilare: che cosa vuol dire “diritto alla filosofia”?
Il primo a misurarsi con l’idea di un diritto alla filosofia fu Jacques Derrida (Du droit à la philosophie, 1990). Da allora, nella pratica della filosofia molte cose sono cambiate: essa non è più solo una materia che si insegna al Liceo o una disciplina universitaria, ma una pratica che si realizza nei luoghi più inaspettati, dal carcere alle piazze, passando per gli ospedali e la scuola primaria, e si è fatta strada l’idea che ci sia un diritto a fare filosofia.
Solitamente, si invoca un diritto quando si reputa che esso venga negato senza motivo. C’è qualcuno cui viene negato questo diritto? E cosa sta diventando la filosofia ora che sa essere tanto “popolare” quanto iperspecializzata? Cosa vogliamo che diventi negli anni a venire? Come far sì che la diffusione della filosofia non significhi perdita di riflessione e approfondimento ma, al contrario, sia il frutto di un confronto serio con il passato e per ciò promuova l'elaborazione partecipata del sapere?
L'associazione Amica Sofia ha riaperto il dibattito nel 2014 attraverso una discussione condotta sulle pagine della sua rivista, poi on-line nel forum di www.academia.edu, quindi nel suo sito (www.amicasofia.it), sicché ora giunge il momento di tirare un po’ le fila. Il convegno di Venezia offre questa opportunità ed è un'occasione per provare a guardare avanti assieme.

Dunque, riprendendo il sottotitolo dell’evento, quale filosofia nel terzo millennio?
Di questo non possiamo rispondere solo noi! Possiamo solo dire che  questo sottotitolo lo abbiamo pensato per incitare le persone a pensarci e attivarsi per rendere la filosofia qualcosa di vivo ed effettivo. Crediamo infatti che la filosofia, contrariamente a chi già vari decenni fa l'ha data per morta, sia una delle più grandi forme di resistenza che il pensiero può mettere in atto nella società contemporanea.

Che ruolo ha la filosofia nella costruzione del nostro vivere quotidiano come cittadini  e come persone?
Siamo convinti che il filosofare che si costruisce continuamente all'interno di uno stile di vita condiviso possa essere un valido strumento concettuale per rispondere anche alle più grandi urgenze contemporanee di tipo etico e politico. Non pensiamo solo al pensiero dotto e fondato dell'Accademia, ma anche al domandare dei bambini o dei non addetti ai lavori: tale pensare, infatti, se mosso da un reale spirito di ricerca, non può essere semplicemente definito semplice o ingenuo e può condurre, anche inaspettatamente, a piste del pensiero finora inesplorate.

Come entra e come può entrare nell'educazione delle nuove generazioni? Quali nuovi approcci didattici sono possibili?
Amica Sofia ormai da vari anni sta lavorando in questo campo e non è da sola. In Italia ci sono infatti anche altre realtà che si impegnano a promuovere la filosofia dialogica, per non citare i bravissimi insegnanti che ogni giorno cercano di portarla nei banchi di scuola.

In generale, potreste darci una panoramica dei temi trattati durante il convegno?
Il convegno è composto da sessioni plenarie sul diritto alla filosofia e sessioni parallele dedicate a tematiche specifiche, quali ad esempio la didattica della filosofia, le pratiche filosofiche, le forme contemporanee nelle quali si sperimenta oggi la filosofia e via di seguito. Al convegno interverranno più di 70 relatori provenienti dall'Italia e dall'estero. Segnaliamo inoltre che il convegno ha il suo interno anche una sezione completamente gestita dalla Società Filosofica Italiana e che le sezioni di Venezia e di Treviso, assieme al Centro studi sui diritti umani, il Master in Consulenza Filosofica e la Fondazione S. Carlo di Modena, hanno dato un grosso contributo alla realizzazione del convegno operata da Amica Sofia e dal Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell'Università Ca' Foscari di Venezia.  Ciò dimostra quanto anche le istituzioni siano presenti per ripensare assieme il futuro della filosofia del terzo millennio!

A chi si rivolge il convegno e qual è l’intento di fondo?
Il convegno è dedicato a tutti quelli che sentono di poter contribuire ad un rinnovamento della pratica della filosofia, portando le proprie esperienze, suggerendo vie di ricerca o semplicemente ascoltando attivamente. Saranno benvenuti non solo gli esperti del settore, ma anche gli studenti e il vasto pubblico.

Per chiudere, è corsa voce di una connessione con Princeton. Di che si tratta?
Curiosamente proprio in questi giorni all'università di Princeton si è tenuto un convegno straordinariamente analogo a quello di Venezia, tanto da essere denominato anch'esso Right to Philosophy (https://complit.princeton.edu/events/right-philosophy-2015-conference-workshop). Sfortunatamente ne siamo appena venuti a conoscenza e ancora non ci è pervenuto nessun feedback sostanziale. Ma che la concomitanza dei due eventi sia significativa, questo viene dimostrato. E chi avesse nutrito dei dubbi sull'attualità del tema è servito, no?

 

LOCANDINA DELL'EVENTO

PROGRAMMA DELL'EVENTO

 

Intervista a cura di Serena Lietti
30/09/2015

Immagine: Titus, Rembrandt, 1660.

 

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