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Guardare al fine simulando un accordo o accordarsi guardando al fine. Qual è il vero volto di Renzi?

Scrive Machiavelli nel XVIII capitolo de Il Principe (1513): «e nelle azioni di tutti gli uomini, e massime de’ principi, dove non è iudizio a chi reclamare, si guarda al fine. Facci dunque uno principe di vincere e mantenere lo stato: e’ mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno laudati; perché il vulgo ne va sempre preso con quello che pare e con lo evento della cosa» (Milano 2010, p. 170, corsivo mio). In sostanza: il fine giustifica i mezzi, frase mai pronunciata dal fiorentino, ma tutto sommato equivalente.

Non sarà proprio questo l’approccio di Renzi, primo cittadino di Firenze e da poco anche segretario del PD, alla politica reale, quella che se vuol dare al “volgo” il risultato (lo evento) deve scendere a compromessi? Che importa che il leader della destra sia un pregiudicato, se un accordo con lui può garantir la realizzazione del fine – di alcuni dei fini – per cui il popolo ti ha voluto come condottiero? Che Renzi dunque stia ingannando il suo oppositore (stando ai nomi dei loro rispettivi partiti), scendendo a patti con lui, per giungere alla vittoria? Sempre Machiavelli, infatti, ricorda che «è necessario questa natura [quella del Principe] saperla bene colorire, ed esser gran simulatore e dissimulare» (Ivi, p. 168).

Tuttavia, qui, ci troviamo di fronte a un problema:

1) o Renzi sta simulando una “profonda intesa” con Berlusconi dissimulando i suoi reali sentimenti, – guardando soltanto al fine –, tradendo solo apparentemente i suoi elettori, i quali non avrebbero mai pensato che il loro salvatore si sarebbe accordato con l’eterno nemico, per di più ora anche pregiudicato. Ciò non va certo incontro all’apparenza (quello che pare) a cui farebbe attenzione il “volgo”; perché se così fosse, apparirebbe male, almeno finché non si vince, se poi si vince. Altra faccenda sarebbe se intendessimo quello che pare come l’apparente possibilità di realizzare il fine perseguito; cosicché il problema diverrebbe: ma la gente capirà la strategia?

2) oppure egli guarda al fine ma senza simulazione e dissimulazione nei confronti di Berlusconi, cosa che, nel momento in cui agisce in senso contrario ai suoi dichiarati ideali politici – ovvero quelli del centro(sinistra) – tradisce, questa volta per davvero, il suo elettorato. Invece che fingere col nemico, Renzi avrebbe finto con l’elettore.

In entrambi i casi, stando alle direttive di Machiavelli, sembra che Renzi non sia il candidato ideale per diventare un buon Principe. E in entrambi i casi perché non appare come i suoi elettori vorrebbero che apparisse. O perché fa cose che non ci si aspetta che faccia, salvo poi fidarsi di lui e supportarlo comunque, o perché non sempre limpida è la sua posizione politica. Non resta che attendere la sua vittoria, se vittoria sarà, per ricalcolare la sua ambigua figura.

Stefano Scrima
13/02/2014

 

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