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L’omissione è una forma, soft, di censura. Tralasciare aspetti e dettagli di una storia si rivela spesso inevitabile per evitare il biasimo di chi ascolta. L’espediente funziona anche per mantenere l’interlocutore a distanza e farsi scudo di fronte a indiscrezioni o malignità. Ed è infine una tecnica per mentire con la coscienza pulita, evitando così di sentirsi bugiardi fin nel midollo del senso morale. Perché tacere qualcosa non equivale a negarla. Infatti, come sanno i genitori degli adolescenti, la formula perfetta, al di sopra d’ogni sospetto, recita immancabilmente: “Non me l’avevi chiesto”.
Ebbene, si potrebbe fare a meno di rivelare che Berlino somiglia a San Francisco per la sua straordinaria condiscendenza verso ogni forma di sessualità. Però questo particolare è così centrale nella fisionomia della città, che chi lo omette decide anche di non ritrarle il naso, rischiando fra l’altro di richiamare la curiosità di un certo Freud e finire in terapia. L’omissis acquista poi toni politici se si mette in conto che l’ultimo sindaco, dichiarandosi omosessuale, ha dato veste ufficiale a ciò che la città considera la cartina tornasole per misurare il livello di apertura mentale di un luogo. La libertà sessuale vigente è un indicatore di tolleranza e fa di Berlino un ombrello sotto al quale ogni stile di vita trova riparo dalla pioggia dei pettegolezzi, dai tuoni del perbenismo e dalle saette del controllo sociale.
D’altronde ognuno è libero di vivere come preferisce senza essere discriminato o perseguitato per questo:
“La tutela delle minoranze e del loro diritto a determinare liberamente la propria vita rientra fra i diritti universali e con ciò fra i compiti del governo federale. Di questo si occupa L’Ufficio Federale per le Creature Magiche.
Per quanto non sia facile dare forma di legge ai diritti di queste persone, il fine di questo genere di regolamenti è sempre lo stesso: tutelare dalla guerra, dallo sfruttamento e dalla violenza, promuovere la pace e la felicità.
A questo scopo non si riuniscono solo i popoli della Terra di Mezzo, ma anche quelli della nostra epoca.
L’Ufficio Federale per le Creature Magiche (Bundesamt für magische Wesen) con sede a Bonn è il più alto ufficio federale per la tutela degli interessi delle creature magiche, di cui fanno parte sia vampiri, elfi, draghi e streghe, così come il Popolo Fatato irlandese, le Fenici iraniane e i Geni arabi”.
Queste righe non trascrivono un brano di sceneggiatura tratto da un film fantasy: si trovano realmente in un opuscolo istituzionale. Messa in bella vista su un espositore, fra il materiale informativo, la singolare brochure sorprende i visitatori della sala studio nel Ministero degli Esteri, magnetizzandone l’attenzione grazie a un drago che bizzarramente rimpiazza l’emblema a forma di falco simbolo della Bundesrepublik Deutschland. C’è quindi una buona dose d’ironia, ciò non toglie che lo spirito governativo sia grossomodo quello berlinese: libertà di pensiero e negli stile di vita sono una priorità nell’agenda politica della migliore Germania di oggi, seriamente intenzionata a promuovere un modello sociale antitetico al totalitarismo. Perciò in alto i calici: lunga vita all’anticonformismo!
Per mettersi sulle tracce di questa visione del mondo basta uscire un sabato sera nei quartieri della vita notturna della capitale, quando Berlino spreme folla in un flusso continuo, riversandosi come marea nelle strade. Fin qui niente di nuovo: lo stesso accade in ogni grande città del globo terrestre. La differenza è che nella processione di gente sfilano colori e costumi da fare invidia agli organizzatori del carnevale di Viareggio. E così eccoci in fila con la donna barbuta, l’uomo in pigiama, il mangiatore di chiodi e il punk, mentre più avanti altri dieci indossano le mutande sui pantaloni…
A febbraio Cinquanta sfumature di grigio esce al cinema. Il best seller da cui è tratto il film, un successo planetario, vende settanta milioni di copie, dimostrando come l’erotismo aiuti ad allentare il corsetto sociale. Riteniamo che il sesso sia un istinto, ma in realtà la faccenda è regolata dalle convenzioni non meno della cucina tradizionale: alla fine il menù sulla tavola è grossomodo sempre lo stesso. Curioso tuttavia come il sesso liberatorio si presenti qui sotto forma di rapporto di sottomissione.
L’intreccio fra desiderio, libertà e schiavitù trova rappresentazione magistrale nel capitolo sulla dialettica servo-padrone della Fenomenologia dello Spirito. La narrazione è avvincente: due uomini si sfidano in una lotta per la vita e la morte. La battaglia non sembra lasciare scampo: il lettore si aspetta che sopravviva l’uno o l’altro. Invece Hegel inserisce un colpo di scena. Uno dei lottatori si spaventa, tiene troppo alla sua vita per morire, e decide di porre fine al duello riconoscendo la vittoria dell’avversario. Si sottopone così alla sua volontà e diventa il suo servo. Ogni desiderio del padrone sarà soddisfatto.  
Lo schema hegeliano è ripreso da Sacher-Masoch, nel 1836, quando l’autore di Venere in pelliccia crea un modello che Freud chiamerà sadomasochistico, caratterizzato da una dialettica servo-padrone in salsa erotica dove il rapporto sessuale si trasforma in una relazione di potere. Il successo delle Sfumature di Grigio o di Nymphomaniac ha precedenti filosofici e letterari fra i più illustri.
Con molte differenze. Nei “classici” il rapporto servo-padrone resta un calco negativo della libertà. Hegel intende superare la dialettica servo-padrone in direzione di un sempre maggiore riconoscimento reciproco, mentre Masoch, più pessimista, lascia che Wanda alla fine del romanzo rifletta sulle diseguaglianze sociali fra uomo e donna. Nei “moderni”, invece, non ci sono superamenti né riflessioni, ma una parte che domina e l’altra che obbedisce, in una sorta di dialettica congelata – o meglio riscaldata a bollore dall’eccitazione sessuale.
D’altra parte la libertà, sessuale o meno, è sempre a rischio di contraffazioni. A volte è sinonimo di liberalità, altre di conformismo.

Elena Corsi
10/03/2015

Immagine: Ragazza con calze grigie, Egon Schiele, 1917.

 

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