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Il pensiero è lo strumento che l'uomo si è dato per non soffrire.
All'inizio l'uomo reagiva con intense emozioni al fatto di ex-sistere.
Stupore e terrore, meraviglia e dolore erano il pane quotidiano dell'uomo; ma erano un pane pericoloso: le emozioni consumavano in fretta la vita. Erano quasi una pre-patologia. Portavano velocemente al dissesto biologico.
Allora venne in soccorso il pensiero.
Con il pensiero l'uomo elaborò interpretazioni che davano “senso” alle emozioni. Ne dilatarono l'intensità dentro una “logica” e una “ragione”. E così si attenuò il rapporto tragico tra l'uomo e il mondo.
La ragione iniziò a spiegare all'uomo le sue ragioni e l'uomo le accettò; non perché le credesse vere, ma perché le sapeva utili alla sua vita.
E così nacque la filosofia: quella forma di conoscenza che, dice Nietzsche, indaga, ma solo fino a un certo punto. Poi l'indagine si ferma.
E perché l'indagine si ferma?
Perché chi tocca le ragioni della vita muore (o almeno impazzisce).
La ricerca del pensiero deve portare lontano dalle emozioni generate dall'assurdità dell'ex-sistere. Deve saper “distrarre”.
Non c'è alcuna ragione perché io sia “venuto al mondo”, non c'è alcuna logica perché tu sia “venuto alla luce”. Ma noi dobbiamo trovare una ragione, una logica per contenere il tremendo del nostro ex-sistere. Dobbiamo accantonare la sconvolgente “verità” delle emozioni, per occuparci dei dettagli del vivere.
La nostra vita non riesce a reggere il caos generato dalle emozioni e allora nasce il pensiero. Una strategia “intelligente” per rendere indolore il dolore di ex-sistere.
All'inizio il pensiero pensava i pensieri fondamentali, quelli più vicini all'origine, allo stupore di ex-sistere, e furono i Sophos. Poi, anche grazie alle prime costruzioni del pensiero, piano piano le emozioni si diluirono, e si “raffreddò” il pensiero: nacque così la logica e la ragione. Quando la teo-logia e filo-sofia garantirono la centralità dell'uomo nell'universo, l'uomo cominciò a pensare altro, e nacque l'economia.
Nacquero così i giornali e i talk show. Nacque la società moderna e i suoi Primati.
Se il logos un tempo era ancora in qualche modo legato allo stupore iniziale, oggi la logica e la ragione hanno costruito un mondo dove non c'è più alcuna traccia di quello stupore.
Per questo è stato possibile che il pensiero sia diventato solamente tecnica. Solamente capacità di raggiungere un fine.
Il pensiero così non pensa più a tradurre in logos le tragiche sue emozioni fondamentali, ma si accontenta di servire il “progresso”. E non pensa più le grandiose emozioni originarie, forse perché l'uomo moderno non ha più emozioni; tranne quelle fabbricate dalle televisioni.
Oggi i filosofi, gli intellettuali, i politici pensano di essere più vicini alla verità, grazie al pensiero.
Ma l'uomo creò il pensiero per non soffrire, non per conoscere la “verità”.

Tino Di Cicco
11/11/2014

Immagine: Viandante sul mare di nebbia, Caspar David Friedrich, 1818

 

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